Strada del vino Colli di Maremma


ASSOCIAZIONE “STRADA DEL VINO COLLI DI MAREMMA”
C/o Ufficio del Comune di Scansano
Piazza del Pretorio, 4 58054 – Scansano (Gr)
Tel.e Fax: 0564 507381

Nata su un territorio che e legittimo definire il ‘fiore della Maremma’, comprende 13 Comuni e 4 D.O.C. dei vini della zona. Questo e un posto che racconta attraverso la sua cultura, la storia dell’uomo degli etruschi e forse anche prima, fino ai nostri tempi, ove il moderno ha preso spunto dalle tradizioni antiche e dagli usi piu genuini. Dove la natura esprime il meglio di se con i suoi colori, il clima, i profumi e le colline quasi si specchiano nel mare. Ecco la campagna, l’agricoltura, un caposaldo dell’economia della zona. Dire agricoltura in questi posti e ricordarsi delle cose buone come formaggi, olio ma soprattutto vino e un tutt’uno. Il Morellino di Scansano, Bianco di Pitigliano, Ansonica, Parrina, tutti i vini D.O.C. riconosciuti su un territorio che parte dall’Isola del Giglio attraversa i Comuni di Monte Argentario, Capalbio, Orbetello, Grosseto, Magliano in Toscana, Scansano, Manciano, Sorano, Campagnatico, Roccalbegna e Pitigliano che sono meta di turismo di massa e di élite, per questo e stata prevista un’organizzazione strutturata ed atta alla realizzazione del massimo sviluppo delle risorse e delle attivita economiche coinvolte. A Pitigliano, città del tufo, sorgerà il Centro d’Informazione e d’accoglienza.

L’entroterra maremmano è la culla del Morellino di Scansano. Grazie al clima mitigato dalle brezze del mar Tirreno ed alle piogge costanti tutto l’anno, e particolarmente abbondanti nel periodo primaverile, questo territorio offre alle uve eccellenti presupposti per la loro crescita e maturazione. Praticamente sconosciuto sino ad una dozzina di anni fa, negli ultimi anni il Morellino di Scansano ha vissuto una vera e propria stagione di successi, affermandosi sul panorama vinicolo sia italiano che estero. Rosso, corposo e dal carattere deciso, questo vino è originario della Maremma toscana e ha una storia di tutto rispetto risalente al periodo etrusco prima, e romano poi. Ecco una guida alla scoperta del Morellino di Scansano, fiore all’occhiello dei vini maremmani. Al Morellino di Scansano è stata riconosciuta la DOC (Denominazione di Origine Controllata) nel 1978, mentre la prestigiosa DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) è arrivata in tempi recenti, e precisamente nel 2007. Il Disciplinare di Produzione ha subito una recente modifica nel mese di luglio del 2010. Le uve destinate a diventare Morellino di Scansano devono essere coltivate all’interno della provincia toscana di Grosseto, ed in particolare nella fascia collinare compresa fra i fiumi Ombrone ed Albegna. All’interno di questa fascia sono compresi gli interi territori comunali di Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna. Anche tutte le operazioni di vinificazione, invecchiamento ed imbottigliamento devono essere effettuate all’interno di quest’area ben definita, o tutt’al più da aziende certificate situate entro due chilometri dai confini della stessa. Il Morellino di Scansano si può considerare come un ottimo vino da tutto pasto, che si sposa in modo perfetto alla cucina tipica maremmana, ricca e saporita. Questo vino può essere servito con antipasti vari (ad esempio, salumi tipici o crostini toscani preparati con fegatini di pollo) o con primi al ragù di carne; grazie al suo sapore intenso e corposo, si abbina in modo eccellente alle carni rosse e, in particolar modo, ad arrosti e brasati, ma anche a carni alla brace e spezzatini. Ottimo è anche l’accostamento con selvaggina e cacciagione, come ad esempio cinghiale, fagiano e lepre: un accostamento tipico è quello con le saporite pappardelle di lepre. Il Morellino di Scansano non solo è ottimo per accompagnare i pasti, ma anche per preparare gustose ricette come, ad esempio, risotti, brasati o stracotti.

Il Bianco di Pitigliano è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Grosseto. Quando si parla di Pitigliano è quasi impossibile che il discorso prima o poi non vada a cadere sul vino. Il vino è infatti radicato da tempo nella cultura pitiglianese in quanto viene prodotto ormai da secoli. Senza dubbio la natura dei terreni, l’alta luminosità ed il clima mite della zona, costituiscono gli elementi di ordine fisico che da sempre hanno favorito lo sviluppo di una fiorente viticoltura, anche se il vino, nella storia di questo paese è anche un fatto storico, quotidiano e sociale. sample image Nel corso del tempo questa attività si è enormemente evoluta, ed anche le tecniche di vinificazione sono fortemente migliorate. Nel tempo è stato poi necessario migliorare il prodotto per adeguarlo a nuove esigenze di mercato dovute alla crescente attenzione del consumatore verso prodotti di qualità. Il disciplinare viene infatti modificato il 17 Aprile del 1990 con l’inserimento di nuovi vitigni. Questo celebrato bianco nasce da una base di Trebbiano al quale sposa varità diffuse in Umbria e Lazio, come il Grechetto per esempio, ai quali si aggiungono varietà internazionali come Chardonnay e Sauvignon che tanto sembrano incontrare i gusti del consumatore moderno. Per avere un’idea più chiara, possiamo dire che il disciplinare prevede: Trebbiano toscano (dal 50 all’80%), Greco, Malvasia Bianca toscana e Verdello, da soli o congiuntamente (non oltre il 20%); Grechetto, Chardonnay, Sauvignon, Pinot Bianco e Riesling italico, da soli (nei limiti del 15%) o congiuntamente (non oltre il 30%). E’ ammessa inoltre la presenza di vitigni a bacca bianca fra quelli raccomandati ed autorizzati fino ad un massimo del 10%.
La denominazione di origine controllata “Ansonica costa dell’Argentario è riservata al vino bianco che risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.   Vino bianco dal colore giallo paglierino, più o meno intenso, viene prodotto nelle zone collinari, pedecollinarie insulari della parte meridionale della Provincia di Grosseto ed in particolare nei territori dei comuni di Manciano, Orbetello e Capalbio e nell’ intera area dei comuni dell’Isola del Giglio e di Monte Argentario con le uve di Ansonica ed eventualmente con quelle di altri vitigni “raccomandati” o “autorizzati” (massimo 15%).all’Ansonica fu sconfitto il terribile Saraceno:L’assalto dei Turchi infatti fu respinto si dal coraggio e l’ardimento degli isolani che ebbero pero’ nel nettare bianco un valido alleato: sembra infatti che gli assedianti, salendo verso il castello, ultimo baluardo da sconfiggere, si dissetassero bevendo la gustosa bevanda dalle vasche di contenimento usate dai contadini per raccogliere il mosto fortemente alcolico che erano sparse lungo la salita: quando arrivarono in cima al castello erano talmente ubriachi che furono respinti a mare dai gigliesi! Ha un odore caratteristico, leggermente fruttato, sapore asciutto, morbido, vivace ed armonico. Gradazione minima: 11,5°.
Il Sangiovese, con almeno il 50%, rappresenta il vitigno base per la produzione del “Capalbio Rosso e Rosato”, per il rimanente 50% possono concorrere vitigni a bacca nera autorizzati e raccomandati per la Provincia di Grosseto. Il “Trebbiano Toscano” presente almeno al 50% rappresenta il vitigno base per la produzione del “Capalbio Bianco e Vin Santo”, per il rimanente 50% possono concorrere vitigni a bacca bianca autorizzati e raccomandati in provincia di Grosseto. Con la presenza di almeno l’85% dell’omonimo vitigno si può produrre “Capalbio Vermentino”, “Capalbio Sangiovese”, “Capalbio Cabernet Sauvignon”. Con l’invecchiamento di almeno due anni di cui sei mesi minimo in botti di legno si può assumere la tipologia di “Capalbio Rosso Riserva”. Rosso: si presenta con colore rosso rubino, odore vinoso, sapore asciutto armonico. Gradazione minima: 11°. Sangiovese: si propone con odore ampio, che assume caratteristiche note speziate nel Cabernet Sauvignon, entrambi si propongono con sapore secco, pieno giustamente tannico Gradazione minima: 12°. Riserva: è di colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento, ampio, vinoso, asciutto, sapido, giustamente tannico. Gradazione minima: 12°. Rosato: di colore rosa più o meno intenso, profumo vinoso fruttato fragrante. Gradazione minima: 10,5°. Bianco: colore giallo paglierino, profumo delicato, fruttato, fresco, sapore asciutto. Gradazione minima: 10,5° Vermentino: colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumo delicato e fruttato, sapore asciutto sapido. Gradazione minima: 11°. Vin Santo: colore giallo dorato fino all’ambrato, odore etereo, sapore armonico vellutato, rotondo. Gradazione minima: 16°.
La zona di produzione della DOC “Sovana” coincide prevalentemente con quella del “Bianco di Pitigliano”, interessando il territorio dei comuni di Pitigliano, Sorano, e parte del comune di Manciano fino al confine con la DOC “Morellino di Scansano”. La denominazione di origine controllata “Sovana” e’ riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti previsti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie: rosso, rosso superiore, rosso riserva e rosato. Per le tipologie “Sovana” rosso superiore e “Sovana” rosso riserva e’ consentita, qualora ricorrano i requisiti di cui al successivo art. 2, la menzione di uno dei seguenti vitigni: Sangiovese, Aleatico, Cabernet Sauvignon, Merlot. Il Sovana rosso si accompagna perfettamente alla cucina tipica del territorio di produzione, dalle zuppe alle minestre pasta e fagioli, al tortello Maremmano, alla cacciagione per il superiore, al buglione di agnello per il riserva. Una menzione particolare merita l’abbinamento dell'”Aleatico” con lo “Sfratto”, dolce tipico del territorio
Zona di Produzione

La zona di produzione del vino a denominazione di origine controllata “Montecucco” si estende nella provincia di Grosseto tra le vallate dei  fiumi Orcia ed Ombrone fino al Monte Amiata e comprende i comuni di Civitella Paganico, Campagnatico, Cinigiano, Seggiano, Castel del Piano, Arcidosso e Roccalbegna.Il cuore della zona di produzione è il comune di Cinigiano

Vitigni e caratteristiche Il Montecucco doc comprende i seguenti vini:

Rosso e Rosso Riserva: Ottenuto da uve Sangiovese (minimo 60%).Altri vitigni a bacca rossa non aromatici, autorizzati per la provincia di Grosseto nella misura massima del 40%. Le caratteristiche del Montecucco rosso devono essere:  colore: rosso rubino intenso;  odore: vinoso ed ampio;  sapore: armonico, asciutto, giustamente tannico;  titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12% vol;  acidità totale minima: 4,5 g/l;  estratto secco netto minimo: 24,0 g/l.

Sangiovese: Ottenuto da uve Sangiovese (minimo 85%).Altri vitigni a bacca rossa non aromatici, autorizzati per la provincia di Grosseto nella misura massima del 15%.Le caratteristiche del Montecucco Sangiovese devono essere:  colore: rosso rubino intenso;  odore: vinoso, fruttato e caratteristico;  sapore: armonico, asciutto leggermente tannico;  titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12% vol;  acidità totale minima: 4,5 g/l;  estratto secco netto minimo: 24,0 g/l.

Bianco: Ottenuto da uve Trebbiano Toscano (minimo 60%).Altri vitigni a bacca bianca autorizzati per la provincia di Grosseto nella misura massima del 40%. Le caratteristiche del Montecucco bianco devono essere:  colore: giallo paglierino;  odore: delicato, fresco più o meno fruttato;  sapore: asciutto e vivace;  titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5% vol;  acidità totale minima: 5 g/l;  estratto secco netto minimo: 17 g/l.

Vermentino: Ottenuto da uve Fermentino (minimo 85%).Altri vitigni a bacca bianca, autorizzati per la provincia di Grosseto nella misura massima del 15%.Le caratteristiche del Montecucco Vermentino devono essere:  colore: giallo paglierino;  odore: delicato, fresco e caratteristico;  sapore: asciutto morbido e sapido;  titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5% vol;  acidità totale minima: 5 g/l; estratto secco netto minimo: 17 g/l.

Il Montecucco, è una nuovissima Doc , istituita nel 1998, confinante con la zona del più rinomato Brunello di Montalcino, dalla quale è separata dal fiume Orcia; è considerato un vino dalle grandi potenzialità di sviluppo, anche se ancora non inserito nei grandi circuiti commerciali, soprattutto esteri. L’ottimo rosso si abbina splendidamente a formaggi, affettati e salumi toscani; per la cacciagione e gli arrosti ed i formaggi saporiti si sposa perfettamente il Montecucco rosso Riserva e Sangiovese. Il Montecucco bianco e Vermentino è particolarmente indicato in abbinamento con minestre, antipasti e pesci.Nei sentori del vino si riflettono tutti i colori di queste terre, che sono percorribili in interessanti percorsi proposti nella Strada del vino Montecucco , istituita per valorizzare un territorio della maremma toscana ancora poco conosciuto ma di incredibile ed intatta bellezza.

Zona di Produzione

La zona di produzione del vino a denominazione di origine controllata “Montecucco” si estende nella provincia di Grosseto tra le vallate deifiumi Orcia ed Ombrone fino al Monte Amiata e comprende i comuni di Civitella Paganico, Campagnatico, Cinigiano, Seggiano, Castel del Piano, Arcidosso e Roccalbegna.Il cuore della zona di produzione è il comune di Cinigiano

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